L’articolo 48 della Costituzione recita “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. (…)”. E ancora: Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge” eppure questo diritto non è costantemente garantito per le persone con disabilità, sia questa fisica che, soprattutto, cognitiva.
Eppure, ancora oggi, i pregiudizi relegano la persona con qualsiasi disabilità in una condizione di eterna infanzia incapace o presumibilmente disinteressata a esprimere un voto, nonostante esistano strumenti compensativi per agevolarne la partecipazione, sia per quella cognitiva che fisica.
In occasione del referendum indetto per il prossimo 8 – 9 giugno, come Fondazione Oggi e Domani vogliamo dunque ricordare che il voto è un diritto di tutte le persone con disabilità.
Ancora troppo spesso, infatti, quando si parla di inclusività in questo ambito, si pensa solo all’accessibilità fisica dei seggi o al voto assistito, ma non anche ai supporti e agli strumenti per poter esprimere un voto consapevole (o anche il suo semplice esercizio), come la preparazione di materiale adeguato o la possibilità di svolgere delle “simulazioni” per spiegare com’è una cabina, come piegare una scheda ecc.
Non dimentichiamo che, a questo proposito, l’art. 29 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità recita che gli stati aderenti “garantiscono alle persone con disabilità il godimento dei diritti politici e la possibilità di esercitarli su base di uguaglianza con gli altri, e si impegnano a: (a) garantire che le persone con disabilità possano effettivamente e pienamente partecipare alla vita politica e pubblica su base di uguaglianza con gli altri, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti, compreso il diritto e la possibilità per le persone con disabilità di votare ed essere elette (…) (iii) garantendo la libera espressione della volontà delle persone con disabilità come elettori e a questo scopo, ove necessario, su loro richiesta, autorizzandole a farsi assistere da una persona di loro scelta per votare”.
Siamo consci dell’importanza di riconoscere e ribadire che tutte le persone con disabilità, a prescindere dal tipo e dalla gravità della condizione, devono esercitare quello che non è solo un loro diritto e un dovere civico, ma anche un gesto significativo volto a rivendicare il loro ruolo di cittadini adulti alla pari degli altri. E ci permettiamo di aggiungere che passa quasi in secondo piano il contenuto della votazione, concentrando il focus sull’importanza di partecipare.
A sostegno di questa riflessione riportiamo due risorse. La prima è il link di una guida al voto realizzata da AIPD – Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down, per aiutare le persone con disabilità intellettive a esercitarlo e aumentare la loro consapevolezza del loro ruolo di cittadini attivi; la seconda – nel testo che segue – è una sintesi delle indicazioni normative attualmente vigenti volte a favorire l’esercizio di questo diritto (a questo proposito è possibile consultare il sito del proprio Comune).
Accessibilità dei seggi elettorali
- i seggi devono essere organizzati per permettere anche agli elettori non deambulanti di leggere le liste dei candidati, votare e partecipare alle operazioni elettorali
- almeno una cabina deve essere accessibile alle carrozzine, dunque avere un piano di scrittura a circa 80 cm di altezza, liste leggibili e segnaletica dedicata
- se la sezione non è accessibile, è possibile votare in un’altra sezione dello stesso comune, purché appartenga allo stesso collegio o circoscrizione
Voto assistito
- è riservato a ciechi, amputati delle mani, o persone con paralisi o impedimenti gravi simili
- è possibile farsi assistere da un accompagnatore (familiare o altro elettore), purché iscritto in una qualsiasi lista elettorale italiana
- per avere il diritto permanente al voto assistito (annotato sulla tessera elettorale con simbolo avd), bisogna presentare una domanda al comune con certificazione idonea
- se la disabilità non è evidente, serve un certificato medico rilasciato gratuitamente dalla asl
- l’accompagnatore può assistere una sola persona e deve risultare sulla tessera elettorale
- il presidente di seggio deve verificare l’identità e la volontarietà dell’assistenza e annotare tutto nel verbale
Servizio di trasporto
i Comuni devono organizzare un servizio gratuito di trasporto per facilitare l’accesso ai seggi degli elettori con disabilità (Legge 104/1992, art. 29)
Voto a domicilio
- è previsto per chi è affetto da gravissime infermità e non può lasciare la propria abitazione, nemmeno se in caso di disponibilità del trasporto
- è valido solo per alcune elezioni nazionali (parlamento, europee, referendum statali)
- è necessario farne richiesta da presentare tra il 40° e il 20° giorno prima del voto, con: certificazione asl recente (non oltre 45 giorni) e dichiarazione dell’elettore con indirizzo e volontà di votare a casa
- il voto è raccolto da un presidente di seggio e uno scrutatore, garantendo segretezza e regolarità